28/12/08

ART SHAKE II - video

VIDEOART

AMAE
Lacrimosa n°6, 2005, 3’36’’

Un video basato sull’idea di religiosità vissuta nella maniera più superficiale. Se le lacrime sanguigne di una Madonna di gesso vengono interpretate quale monito divino, si può pensare ugualmente di una madonna che rigetti il make up dai pori della propria pelle? IL miracolo ammicca esteticamente alla grafica dei prodotti per il trucco sulle note del Lacrimosa di Mozart, il cui testo è tradotto in Francese. All’originale sono state sostituite due parole: fondotinta anziché lacrime ed eterno make up invece che eterno riposo.


AMAE
SA.LO.ME. 166.17.69.33, 2002, 12’’
Salomè intesa come uomo qualunque che elabora il classico in maniera distorta. Una risposta alla possibile domanda: che ne è della Salomè di Wilde riposta negli scaffali dei supermercati? Una televendita sulla quale invece di slogan scorrono 18 liriche ognuna con un proprio numero di telefono fittizio. Dietro le scritte, un uomo si prepara ad essere Salomè, muovendosi in un microcosmo bombardato mediaticamente.Il rapporto con l’altro si consuma in una camera, tentando di emergere da un mondo imposto.


AMAE
Constructing Berenice, 2008, 3’50’’

La struttura del video si sviluppa nei passaggi del make up, come una sorta di puzzle i cui pezzi sono il gioco della preparazione dell’attore, la scelta della registrazione di un backstage e il trucco anormale che rende l’azione performativa. Non si tratta di semplice maquillage, è trucco intriso di tutta la poetica degli artisti che ne fanno una seconda pelle per giocare con le apparenze scomponendo realtà e finzione. In questo puzzle, che assume l’aspetto di un rituale, la protagonista corre il rischio di rimanere imprigionata e ne cogliamo un altro aspetto, quando la videocamera sta per dileguarsi.


MARIANA FERRATTO

Senza titolo, 2007, 3'
Courtesy The Gallery Apart

L'artista tenta di infilarsi un vestito verde che sembra più piccolo della sua taglia. Dopo vari tentativi riesce ad indossarlo e con fare deciso si posiziona a braccia conserte guardando verso il pubblico
Lentamente appaiono sul muro, come fantasmi, personaggi di una vecchia foto, tra cui una donna con lo stesso vestito e nella sua stessa posa, il cui volto si sovrappone a quello dell’artista, fino a farlo sparire. E' sua madre.
Il lavoro riflette sul rapporto madre-figlia e su un gioco di affermazione di sé, che viene evidenziato dalla posa che quasi per gioco asume l'artista nell'imitare sua madre.


MARIANA FERRATTO

Autoritratto, 2006, 6’ 28’’
Realizzato in collaborazione con Massimo Troncanetti
Courtesy The Gallery Apart

Una telecamera fissa inquadra dall'alto le mani dell'artista che, tentativo dopo tentativo, cerca di scrivere il proprio nome e cognome. Attraverso indecisioni e ripensamenti, nella continua ricerca della perfezione, utilizza una riga, un goniometro e dei font come modello. Alla fine arriva ad un incerto risultato: uno strano equilibrio di più grafie e più segni diventa comunque la propria firma e la firma del video.


MARIANA FERRATTO

Esperaesperanza, 2004, 6’
Realizzato in collaborazione con Massimo Troncanetti
Courtesy The Gallery Apart

E’ soprattutto un lavoro sul corpo e sull' attesa vissuta in tutte le sue modalità. Ambientato in un angolo tra il reale ed il surreale, l'attesa-speranza della protagonista è potenziata dalla gestualità e dal moltiplicarsi di gambe e braccia incrociate, che finiscono col sommergere il corpo, costringendolo ad una immobilità ulteriore e ad un atteggiamento di chiusura.



MARCO MORANDI

Opus 23 , 2007, 3’ 34”
Musica di Dustin O’ Halloran.

Il pianoforte è scrigno di un cuore fatto di note, raccolte da sirene in fondo al mare, quando senz’ali, cadutovi, un pianista di carta temeva di non poter più suonare. Non c’è più distinzione fra vidoearte e videoclip, artisti e musicisti lavorano insieme e il connubio tra musica e immagini in stop motion è suggestivo e ricco di poesia.
(Emanuela De Notariis)


MARCO MORANDI
Good night, 2008, 3’ 33”

Una farfalla sorvola guerre e battaglie della quotidianità, a tutto sopravvive, è poesia del dolore e della fragilità, speranze di cicliche rigenerazioni. Il mondo è allora meraviglia, di atrocità presentate con una toccante leggerezza
(Emanuela De Notariis)



MARCO MORANDI
A secret message to you, 2006, 4’ 55”

La solitudine dei sogni incompresi costringe i bambini a mettere i desideri in punizione, dietro la lavagna! In due, come due occhi, come due ali, si può volare con le libellule. Nessuno più, allora, potrà imporre orecchie d’asino.
(Emanuela De Notariis)



COSIMO TERLIZZI

Regina Irena Radmanovic, 2008, 1’
Produzione: Cosimo Terliizi, Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Monfalcone, Drodesera Fies.

Con piccoli gesti sensuali, Irena sviluppa la sua regale e santa immagine usando un’estetica da packaging.


COSIMO TERLIZZI
I fratelli Fava, 2007, 5’
Produzione: Cosimo Terlizzi, Christian Rainer

L’ opera interpreta l’essere al mondo dei fratelli Fava. Indaga l’essenza più profonda e visionaria della gemellarità, attraverso un continuo confronto e scontro delle due figure. I fratelli sono diversi eppure sembrano la stessa persona.
Questo videoclip è ispirato al brano “Jogleur” di Christian Rainer.



VIRGILIO VILLORESI

J, 2008, 4’

Nel bianco e nel nero in conflitto, un ragazzo a metà tra carne e carta, tra il gioco e la violenza crea dei suoi doppi e li elimina, lo eliminano, si annientano. Bianco e nero sono divisi fino alla tragedia mentre i linguaggi si mescolano, si interscambiano, creando effetti surreali e suggestivi.
(Emanuela De Notariis)

VIRGILIO VILLORESI

Breathes the best, 2007, 2’
Videoclip per i Populous.

La leggerezza di un collage bambino, di libri di scuola, di scatole di giocattoli, incontra la violenza del lato cattivo del progresso, che inghiotte i bambini dentro meccanismi perversi, riplasmandone le identità. La maestria dell’artista nell’utilizzo del collage e dello stop motion e l’insieme di musica e immagini, creano un incubo per bambini adulti, un sogno sporcato di realtà.
(Emanuela De Notariis)


VIRGILIO VILLORESI

Frigidaire, 2006, 5’45
Realizzato in collaborazione con Vivì Ponti.

Onirico collage su video che racconta, come fosse un incubo che ci coglie sotto il casco del parrucchiere anni ’60, il potere omologatore della moda e di una certa educazione per “signorine perbene”. Bambine senza volto e barboncini trucidati da mamme modello per farne borsette, sono gli abitanti congelati nella casa di bambole nelle camerette di bambine eleganti.
(Emanuela De Notariis)


VIRGILIO VILLORESI

Real Mess, 2007, 3’
Videoclip per gli Hot Gossip.

Come negli altri suoi video il videoclip è videoarte. Il mondo diventa un collage di abitudini cartacee, tentazioni in cellulosa che muovono carni burattine, sole e perse nel caos della città. ‘It’s a real mess’, questo mondo.
(Emanuela De Notariis)

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